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Serial Killer - David Berkowitz

 

Nome Completo: David Berkowitz
Soprannome: il Figlio di Sam
Nato il: 1/06 1953 - Morto il: ancora in vita
Vittime Accertate: 6
Vittime Ferite: 9

>> Berkowitz

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Modus operandi: si muove di notte, insegue le sue vittime in strada, sono coppie in macchina intente ad amoreggiare, il suo obbiettivo è la donna, porta una calibro 44 che tiene spesso in una busta della spesa, si avvicina, la estrae e spara,  non tocca le sue vittime, un serial killer atipico


Biografia Serial Killer: David Berkowitz
Biografia tratta da: www.latelanera.com" di Luca Antonio Lampariello

 


New York tira il fiato, come un animale che pensa di essere scampato al predatore, fino a che questi non arriva alle sue spalle, feroce, improvviso.

Due giorni dopo l’anniversario, nelle prime ore del 31 Luglio 1977, Stacy e Bobby Violante sono all’interno della macchina del padre di Bobby. Sono andati al cinema, e ora stanno finendo la serata vicino alla Gravesend Bay. “Perché non ci facciamo due passi nel parco?” chiede lui.
Stacy esita: “E se il Figlio di Sam ci seguisse?”
“Andiamo” la riprende lui “ qui è Brooklyn, mica il Queens!”. Così escono dalla macchina e camminano lungo il parco. Ad un certo punto Bobby si china per baciare Stacy, e lei vede qualcosa.
“Qualcuno ci guarda.” Sussurra.
Bobby vede un uomo che li osserva, ma che poi si gira e scompare dietro la fila di macchine parcheggiate. Ora però Stacy è preoccupata, e vuole tornare alla macchina per andarsene. Bobby l’accontenta, ma quando sono di nuovo dentro l’abitacolo la convince a restare ancora lì per qualche minuto. In seguito, Bobby testimonierà così: “All’improvviso ho sentito come un suono vibrante. Ho pensato ad un vetro che si rompeva, poi non ho più sentito Stacy, non ho più sentito niente, ma ho visto lei allontanarsi da me. Non so chi ha colpito prima, se lei o me.” Bobby Violante viene colpito due volte al viso. Stacy una volta in testa. Bobby riesce a suonare il clacson, poi si porta fuori dall’abitacolo e urla in cerca d’aiuto. La polizia, giunta nelle vicinanze, li nota, ed entrambi vengono trasportati al Coney Island Hospital. I genitori di Stacy arrivano in tempo per vedere la figlia trasportata fuori dall’ospedale: la gravità delle sue ferite impone che sia d’urgenza ricoverata al Kings County Hospital, dove posseggono attrezzature adatte al trauma cerebrale della ragazza. Insieme, i genitori di Stacy e di Bobby attendono a lungo che i chirurghi riescano a salvarla. 38 ore dopo, Stacy Moskowitz muore. Bobby Violante sopravvive, ma all’occhio sinistro perde la vista, che al destro gli rimane solo per il 20%.
Intanto l’investigazione prosegue. Chamberlain e Intervallo, del distretto di Yonkers, seguono ancora la pista delle lettere che coinvolgeva i Carr e i Cassara, e che li aveva portati alla patente scaduta di David Berkowitz. Il profilo che il computer mostra assomiglia molto all’identikit del Figlio di Sam fornito dai vari testimoni. I due interrogano la proprietaria del palazzo al 35 di Pine Street, dove Berkowitz dimora. Lei afferma che Berkowitz paga sempre l’affitto in tempo e che ha scritto nel contratto d’affitto che ha lavorato per la IBI Security nel Queens, come agente di sicurezza. Questo potrebbe spiegare la destrezza di David con le armi. Le indagini si spostano sulla IBI, e trovano che Berkowitz nel 1976 ha lavorato anche come tassista. I due poliziotti credono che questa sia la pista giusta, e informano il capo, che a sua volta contatta subito il detective Richard Salvesen, del distretto centrale di NYC, al quale vengono mostrate tutte le lettere. Salvesen concorda sull’importanza di quegli scritti, e passa le informazioni direttamente alla Omega Task Force.

Un altro tassello si aggiunge al puzzle. La notte dell’omicidio di Stacy Moskowitz, un’immigrata austriaca di nome Cecilia Davis portava il cane a giro nei paraggi. Come la Davis afferma sul luogo del crimine, la 17h Street, al detective Joe Strano: “C’era un uomo che sembrava nascondersi dietro un albero. Ma la pianta era troppo piccola per nasconderlo, così lui ne venne fuori e cominciò a dirigersi nella mia direzione, ridendo con un sorriso particolare. Niente di sinistro, ma come un sorriso amichevole, o quasi. Io mi spaventai. Corsi in casa e tolsi il collare a Palladineve. In quel momento sentii delle esplosioni, come dei petardi. Erano forti, ma lontani. Non ci ho pensato troppo, sul momento. Il mattino dopo c’erano molte persone nella Shore Road. In quel momento capii cos’era successo la notte prima. Improvvisamente realizzai che dovevo aver visto l’assassino. Mi prese il panico, non riuscivo a dire nulla... non dimenticherò mai la sua faccia, finchè muoio. È stato terrificante.”




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