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Modus operandi: si muove di notte, insegue le sue vittime in strada, sono coppie in macchina intente ad amoreggiare, il suo obbiettivo è la donna, porta una calibro 44 che tiene spesso in una busta della spesa, si avvicina, la estrae e spara, non tocca le sue vittime, un serial killer atipico

Biografia Serial Killer: David Berkowitz Biografia tratta da: www.latelanera.com" di Luca Antonio Lampariello
Nello stesso tempo, Chamberlain, a Yonkers, risponde ad un allarme incendio che proviene dall’appartamento di Berkowitz al 35 di Pine Street. La chiamata l’ha effettuata Craig Glassman, il vicesceriffo appuntato nelle lettere di David come uno dei componenti del gruppo demoniaco, insieme ai Carr e ai Cassara. In seguito a questo, Glassman mostra alla polizia le strane lettere che Berkowitz gli aveva recapitato. La grafia combacia con quelle ricevute dai Carr e dai Cassara. Lo stesso pomeriggio, Sam Carr, ancora furibondo per l’aggressione subita dal suo cane Harvey e per l’inefficenza della polizia, si reca lui stesso alla stazione di polizia ed espone la sua storia delle lettere, delle aggressioni ai cani e di Berkowitz, senza però ottenere alcun effetto. Due giorni dopo, l’8 Agosto, Chamberlain contatta Richard Salvesen, e gli riferisce dell’incendio e delle lettere ricevute da Craig Glassman. Una di esse contiene un’autentica confessione: “È vero, sono io l’assassino, ma Craig, gli omicidi me li ordinavi tu.” Salvesen promette di avvertire subito la Task Force, ma non sarà così. Però nello stesso giorno vengono trovate molte delle multe fatte sulla strada vicino all’appartamento del testimone oculare Cecilia Davis. Non portano a nulla tranne una, che tramite delle ricerche riconduce alla Ford Galaxy di David Berkowitz, di Yonkers. Il detective Jimmy Justus chiama il Dipartimento di Yonkers, e parla con Wheat Carr, la figlia di Sam Carr, che aveva perso il suo cane. Lei gli riporta tutto quanto suo padre aveva provato vanamente a riferire alla polizia qualche giorno prima. Chamberlain chiama Justus, e insieme confrontano i dati raccolti. Il Dipartimento centrale di New York viene avvertito.
La Cattura Il 10 Agosto i detective Shea, Strano, William Gardella e John Falotico mettono il palazzo 35 di Pine Street sotto rigida sorveglianza. Alle sette e trenta di sera un uomo dai lineamenti fortemente caucasici esce dal palazzo e sembra dirigersi verso la Ford Galaxy di Berkowitz. La polizia lo accerchia. Falotico gli punta contro la pistola: “David, fermati dove sei!” gli intima. “Siete la polizia?” chiede l’uomo. “Sì. Non muovere le mani!”. Ma l’uomo non è David Berkowitz. Si tratta di Craig Glassman. Molte ore dopo una sagoma esce dal palazzo, portando una busta della spesa in mano: è un uomo corpulento con i capelli scuri, e cammina verso la Ford Galaxy. Questa volta la polizia aspetta che l’uomo apra la macchina e appoggi la busta sul sedile. “Andiamo” intima Falotico, avanzando con gli altri poliziotti. L’uomo nella macchina non vede le figure avvicinarsi. Gardella spunta dal retro della vettura e sbatte la canna della sua pistola sulla testa dell’uomo: “Fermati!” urla “Polizia!” L’uomo nella macchina si gira e ride. Falotico gli ordina di uscire lentamente dalla macchina e di mettere le mani sul tettino. L’uomo obbedisce, sempre ridendo. “Ora che ti ho preso” dice Falotico, “chi è che ho preso?” “Lo sai.” risponde tranquillamente l’uomo. “No, non lo so. Dimmelo tu.” Ancora ridendo, l’uomo risponde: “Sono Sam. David Berkowitz.”.
Prigionia, Sentenza e sconto della Pena David Berkowitz verrà condannato a 364 anni di prigione. Dopo dieci anni di prigionia succederà qualcosa: “Mi sentivo abbattuto e senza speranza, poi un altro prigioniero venne da me mentre camminavo nel cortile della chiesa in una fredda notte d’inverno. Si presentò e mi disse che Gesù Cristo mi amava e voleva perdonarmi. Io pensai che non era vero, non voleva farlo. Lui non aveva niente a che fare con me. Ma l’uomo insistette, e così diventammo amici. Si chiamava Rick, e camminavamo nel cortile insieme. Piano piano mi rivelò la sua vita, e quello che Cristo aveva in serbo per me. Mi disse che non importava quello che avevo fatto, che Gesù Cristo perdona chi si vuole redimere e rimettere alla sua fiducia e a quello che Lui ha fatto morendo per i nostri peccati. Mi prestò il Testamento, e mi chiese di leggere i salmi. Lo feci. Ogni notte li leggo. Il Signore, in quel momento, cominciò a scaldare il mio freddo cuore di pietra.” (D.B.)
Il 9 Luglio 2002, la prima udienza per la concessione della libertà condizionata a David Berkowitz viene effettuata nel carcere Sullivan Correctional Facility di Fallsburg, New York. David, che ha 49 anni, ha scelto di non presenziare all’udienza del mese prima. Il membro della Commissione Irene Platt gli chiede perché. “Mi sentivo pieno di ansia. Ho pensato che era meglio per le famiglie che io non venissi per niente, e dopo essermi guardato dentro, nell’anima, e dopo aver pregato molto, ho deciso di venire davanti a voi e scusarmi. Non cerco la libertà. Non sento di meritarla” (D.B.). Così, nonostante la sua buona condotta, le sue attività per aiutare gli altri carcerati, il suo impegno presso il cappellano, i suoi due anni di università completati, il superamento di altri programmi di riabilitazione in prigione ed il rimorso per i crimini commessi: “il grande dolore, la sofferenza e la rabbia che ha inflitto alle famiglie e alla comunità sono ancora vive. Il rilascio non terrebbe conto della gravità dei crimini commessi, e verrebbe meno al rispetto della legge”. La prossima udienza per la concessione della libertà condizionata si è tenuta nel Giugno del 2004, e l’esito è stato lo stesso. Adesso le udienze si terranno con la continua scadenza di due anni, quindi la prossima sarà nel 2006.
“…Non sto cercando la libertà. Non ci credo. Ho accettato la mia sentenza e la mia punizione. E ammetto di meritare di restare in carcere per il resto della mia vita. Non cerco la vostra pietà, vi mostro solo come mi sento e in cosa credo[…] spero che ciò che ho scritto possa portarvi un po’di conforto, e tranquillizzarvi. Grazie, che Dio possa benedirvi. David Berkowitz 2 Aprile 2002”
David Berkowitz possiede un sito internet dove pubblica giornalmente il suo diario. Recentemente il regista Spike Lee ha girato il film “SOS- The Summer of Sam”, una pellicola d’autore che parla di quell’anno, Luglio 76-Agosto 77, di New York, degli anni ’70, e di come l’ombra del Figlio di Sam si profilò sulle vite dei newyorkesi.

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