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Serial Killer - Perchè Uccidono

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Modelli Motivazionali: Douglas, Ressler, Burgess

Pag. 2 | Modello motivazionale di John Douglas, Robert k Ressler e Burgess (1995)

Altri Modelli: Diathesis Stress

Gottesman e Shields nel 1982 propongono un modello molti simile, chiamato Diathesis Stress Model..

Esso è anche diretto a preservare uno stato interno di tranquillità e di calma attraverso la riduzione dell'ansia, del terrore e,molto importante, della sensazione di impotenza. Le funzioni cognitive sono generate e sostenute dagli elementi da noi già presi in considerazione: il contesto sociale e le interazioni con esso.

Quando il contesto sociale è critico e le interazioni traumatiche, le funzioni cognitive si orientano a sostenere l'individuo e si organizzano in schemi fissi di pensiero e di comportamento. Nel nostro caso, i futuri serial killers si sviluppano unicamente funzioni negative; volte cioè a riparare i traumi ed equilibrare gli stati emotivi sempre e comunque in risposta ad una serie di eventi e di convinzioni che si autoalimentano. Gli schemi divengono fissi. L'individuo ne diventa vittima perché gli schemi di pensiero e le conseguenti fantasie sono concepite unicamente per un equilibrio interno attraverso la riduzione della tensione. Le altre persone vengono escluse a priori, per timore.
 
E' specificamente in questo momento che i temi di controllo e di dominio sugli altri prendono il sopravvento sulla vita interiore dei soggetti. Essi divengono un sostituto per il senso di dominio delle situazioni che nella vita reale non viene provato. Il dialogo interiore risulta anch'esso impoverito ed orientato al pensiero ripetitivo e fortemente guidato da pregiudizi su cause, effetti e probabilità degli eventi. Il pensiero si struttura e si abitua a ragionare per assoluti e luoghi comuni, perdendo la capacità di discriminare sul momento e bloccandosi su una serie di schemi e di idee fisse a proposito delle persone e di quello che esse pensano. In questo modo i livelli di attivazione emotiva e di eccitazione dei soggetti finiscono per concentrarsi unicamente intorno agli schemi fissi che hanno sviluppato; in più la realtà deve risultare paradossale ed iperbolica per suscitare le stesse forti emozioni delle fantasie. Da qui la continua ricerca di stimoli forti e sensazioni inusuali.

Le Azioni verso gli altri

Il comportamento di una persona è guidato dal suo mondo interiore. I bambini che crescono senza grandi problemi cambiano ed adattano il loro pensiero ogni giorno per conseguenza delle sfide e degli stimoli che il mondo esterno e le persone pongono loro. Questa flessibilità è sconosciuta al serial killer da bambino. Per primo le esperienze che fa nel senso dell' illegalità e della crudeltà verso gli animali e gli altri passano inosservate ed impunite o perlomeno il bambino è in grado di rifugiarsi nel suo mondo interiore per rendersi comunque conto che le sue azioni non sono sbagliate e che aveva il diritto di fare le cose che ha fatto.

Secondo, le convinzioni che il bambino rinforza ogni giorno non trovano nessuna sfida o nessun riscontro nel mondo esterno, in pratica non avendo la possibilità di interagire con gli altri il bambino è solo e nel suo isolamento non può trovare stimoli per mettere in discussione quello che pensa ma soltanto autoconferme. Per conseguenza le azioni violente verso il mondo, orientate a provare le stesse sensazioni di dominio e di controllo che caratterizzano il mondo interiore del soggetto, diventano sempre più crude e senza rimorso. Si passa dalla crudeltà sugli animali e la piromania nella prima infanzia alle violenze sui compagni ed ai conflitti con gli adulti nell'adolescenza ai crimini veri e propri subito dopo, furti, aggressioni, stupri, omicidi.

E' difficile arrestare un serial killer incensurato. Tutti gli assassini detenuti confermano questi dati e questo tipo di percorso; non esiste nessuno di questi uomini che non ha già avuto qualche genere di guaio con genitori, educatori, tutori della legge. Molti di essi vengono spesso arrestati in relazione a crimini minori, magari incriminati per furto, per stupro o banalmente per una lite condominiale. Si pensi al recente caso eclatante di Timothy McVeigh, l' uomo che ha piazzato la bomba ad Oklahoma city che ha scosso l' America e provocato centinaia di morti; fermato per guida privo di patente, l'agente accertatore ha notato che aveva avuto guai penali mentre era nell'esercito e che più di una volta era stato incriminato per porto abusivo d'armi e per ingiustificato uso di armi da fuoco in luogo pubblico. Soltanto dopo una notte in prigione grazie agli arguti sospetti degli agenti che hanno gestito il caso, la polizia e la stampa internazionale si sono rese conto di chi fosse l' uomo in realtà.


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