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Serial Killer - Patologie

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Patologie riscontrate nei serial killer

Pag. 3 | Post Traumatic Stress Disorder

Un ultimo spazio va lasciato al " Post Traumatic Stress Disorder" ovvero disordine da trauma subito. Questo è definito come un avvenimento che una persona ha vissuto e che è al difuori del raggio usuale dell'umana esperienza e che potrebbe ipoteticamente traumatizzare chiunque di noi. La persona soffre di una grande riduzione dell'abilità a provare emozioni, specialmente quelle associate con l'intimità, e presenta anche una diminuita se non assente risposta agli stimoli del mondo esterno detta anche insensibilità psichica o anestesia emozionale. I traumi infantili che molti serial killer hanno subito sono certamente da classificare come eventi dolorosi e non c'è dubbio che le trance dissociative di alcuni individui come Ed Kemper o Dhamer possono essere interpretate come risposta ad uno shock provocato da un trauma.

Tutti questi possibili tratti ed il fatto che molte delle caratteristiche dell'una o dell'altra possano essere riscontrati in un serial killer hanno portato alla teoria dell' "overlapping". Molte di queste patologie hanno infatti molte caratteristiche in comune l'una con l'altra ed il profilo del serial killer classico si situa diagonalmente a tutte queste sintomatologie.
In pratica nessuna di queste patologie è sufficiente per rappresentare l'assassino seriale, o per lo meno la maggioranza di essi, dunque il serial killer deve essere una patologia a parte, una sintomatologia precisa e nuova. (Apsche, 1993) E' particolarmente diffuso negli ambienti di ricerca psicologica la tendenza a classificare questa nuova "malattia" o sindrome perchè per una certa tipologia di serial killer le caratteristiche sembrano oramai essere le stesse e gli schemi di comportamento altrettanto prevedibili di quelli di una persona che soffre di schizofrenia o di disturbi da personalità borderline per esempio..

In particolare si è notato che gli assassini seriali presentano una inarrestabile sete di violenza che è stata definita da Keppel (1997) come una caratteristica chiamata Clinical Anger o Rabbia Patologica che insieme alle altre caratteristiche già viste può essere il motore letale di un organismo già orientato alla crudeltà verso gli altri.

Manifesta le seguenti interessantissime caratteristiche:

  1. E' anormale
  2. E' costante invece di transitoria o situazionale
  3. Il bambino e poi l'adulto la percepiscono come aldilà del proprio controllo
  4. Aumenta progressivamente ed esponenzialmente con la crescita dell'individuo
  5. Può essere alleviata soltanto attraverso l'estrinsecazione verso l'esterno che comunque rilascia un sollievo soltanto momentaneo
  6. Spesso la violenza arresta la sua escalation soltanto di fronte allo stabilirsi di un pattern di manifestazioni esterne (cioè una volta intrapresa la carriera di omicida
  7. Incita la violenza di tipo predatorio su surrogati rappresentanti la vera causa di questa rabbia o eccita l'individuo verso atti violenti sessuali e omicidi in generale
  8. Diviene impressa psicologicamente ad un livello così profondo che uno schema di Firma si stabilisce e resta immutato attraverso la storia delle performance criminali

Il tipico aspetto di questa serie di caratteristiche è che questa rabbia è inizialmente la manifestazione della frustrazione. Ogni bambino può sperimentare fin dalle fasi di sviluppo più primordiali la frustrazione. Ogni infante che sente di avere bisogno di cibo o di attenzioni inizialmente piange e se le sue esigenze non incontrano il risultato sperato la rabbia aumenta ed il pianto e la frustrazione si fanno più forti. Fino al momento in cui l'infante inizia ad esperire uno stato di fiducia nel fatto che le persone che stanno intorno a lui si prendano cura dei suoi bisogni.

E' questa fiducia l'inizio di una tendenza a basare gli scambi con l'esterno su presupposti positivi; il bambino sa che le persone intorno a lui gli vogliono bene e faranno solo cose che possono migliorare la sua vita. In questo modo anche lui si sente in dovere di ricambiare questo amore seguendo le indicazioni e gli insegnamenti degli adulti che lo circondano. Per queste persone è come se, ad un certo stadio dello sviluppo questo genere di legame con il mondo esterno non si formasse; ciò genera la formazione di fantasie sostitutive dell'esperienza ed il lento strutturarsi della convinzione che ogni azione, interna e molto più tardi purtroppo anche esterna, intrapresa nel senso della soddisfazione personale, sarà lecita. Il vuoto che viene lasciato al posto della formazione embrionale di una relazione di fiducia viene colmato artificialmente con lo stratagemma delle fantasie.


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