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Serial Killer - Albert Fish

 

“Su questa terra, o su altri mondi ,  
 l’uomo ha da secoli una fedele 
 compagna, La Paura”
 (Edgar Allan Poe - 1809-1849)

Indice

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MODUS OPERANDI: Il mostro, il più terribile degli l’incubi dei bambini, le sue vittime sono in tenera età, li circuisce  promettendogli dolciumi, mancie ecc, poi li sevizia, li tortura, li mutila, e come atto finale prediletto, li mangia compiendo l’atto di cannibalismo nel più estremo degli stili.


Biografia Serial Killer: Albert Fish

 



Biografia tratta da: www.latelanera.com" di Stefano Valbonesi

Cattura
Sulla lettera c'era un emblema particolare, piccolo ed esagonale con scritto N.Y.P.D.B.A. (New York Private Chaffeur's Benevolent Association); con la collaborazione del presidente dell'associazione venne fatta una perizia grafologica su tutti i membri. Il giovane custode dell’edificio ammise di aver preso un paio di fogli di carta da lettera e delle buste. Aveva lasciato la cancelleria nella locanda in cui abitava a 200 East nella 52esima strada. La locandiera fu scioccata quando le fu data la descrizione di Frank Howard, ed affermò che visse lì per ben due mesi e che passava regolarmente dalla locanda a ritirare le lettere che un suo figlio gli recapitava a quell’indirizzo.

Fu semplice in seguito rimanere in attesa che arrivasse una lettera del figlio alla locanda, ed attendere che Fish venisse a richiederla.
Era il tredici dicembre del 1934.

Prigionia e Sentenza
In carcere Fish descrisse con dovizia di particolari molti degli omicidi da lui perpetuati.
Come quello di Francis MacDonnell, rapito nel giugno del 1924 mentre giocava nel giardino di casa. Il corpo fu trovato in un bosco, era stato picchiato violentemente e strangolato con le sue bretelle dopo essere stato denudato. Non provando alcun rimorso, egli descrisse come avesse prelevato dal suo corpo le orecchie ed il naso per mangiarle e di come le avesse gustate una volta arrivato a casa cuocendole in pentola con carote, cipolle, sale e pepe, e arricchendo il tutto con un po’ di bacon.

Fish soffriva di una grave forma di masochismo. Raccontò che gli piaceva farsi picchiare, a volte dai suoi stessi figli. Era solito conficcarsi aghi nello scroto e nella zona circostante l’ano, che a volte non riusciva più a tirar via. Nel suo corpo furono trovati ben ventinove aghi di varia lunghezza.
Durante il processo si cercò di dimostrare l’infermità mentale dell’imputato, ma Fish fu condannato a morte mediante sedia elettrica.
Il sedici gennaio del 1936 la pena fu eseguita. Fish aiutò i suoi carcerieri a stringere le fibbie della sedia, ed esclamò che la scossa suprema era l’unica cosa che non avesse ancora provato.

 

 




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